Per poter dare una risposta corretta sul significato di un valore, è necessario inquadrare l’esame o gli esami che sono risultati alterati nel quadro clinico generale.
La conoscenza della storia clinica del paziente, delle patologie di cui ha sofferto in passato o da cui è attualmente affetto e delle medicine che sta assumendo è solo la prima condizione per poter decidere se l’esame alterato è privo di significato clinico e quindi non è necessario alcun approfondimento diagnostico, se può far sospettare la presenza di una malattia per cui sono richiesti ulteriori accertamenti oppure se consente di diagnosticare una patologia per la quale deve essere iniziata una terapia.
La seconda condizione, altrettanto importante e necessaria perché si abbia una risposta corretta, è porre la domanda a chi si aggiorna costantemente sulle condizioni che determinano alterazioni dell’esame.
Ricevere una risposta sbagliata porterà o a sottovalutare un possibile problema, non effettuando gli approfondimenti necessari, a rischiare di ritardare la diagnosi e l’inizio della terapia, o ad eseguire indagini inutili con perdita di tempo e soldi.
Ho tradotto da una piattaforma (https://www.uptodate.com/contents/it/table-of-contents/lab-interpretation) l’elenco dei casi in cui si può trovare aumentato il valore di un esame per dare ai lettori un’idea di quante e quanto diverse possano esserne le cause.
Il dosaggio della fosfatasi alcalina viene richiesto abbastanza frequentemente perché può essere aumentato in condizioni diversissime tra loro, di cui alcune assolutamente fisiologiche, come la crescita adolescenziale o un pasto ricco di grassi, in persone con gruppo sanguigno di tipo ‘0’ o ‘B’, ma il suo incremento può essere la spia anche di condizioni che vanno diagnosticate nel più breve tempo possibile per avere maggiori probabilità di guarigione, come nel caso di numerosi tumori maligni. L’entità dell’incremento non è indice della gravità del problema.
Spero sia evidente a tutti che la domanda “ho la fosfatasi alcalina alta, da cosa può dipendere?” fatta incontrando l’amico medico, o inviandogli per posta elettronica o tramite messaggio whatsapp il referto di laboratorio, non può avere una risposta corretta.
Quello della fosfatasi alcalina è soltanto un esempio, che spero serva a far comprendere quanto è importante per chi deve valutare un esame alterato poter accedere a tutta la documentazione precedente.
Per tale ragione è necessario, visto che il nostro Sistema Sanitario Nazionale presenta numerose criticità nell’organizzare i dati sanitari, come riportato recentemente in un editoriale pubblicato su Lancet ( https://www.thelancet.com/journals/lanepe/article/PIIS2666-7762(24)00375-2/fulltext ) che ciascuno si faccia direttamente carico di mantenere organizzata la propria documentazione clinica e di quella dei familiari che, per ragioni anagrafiche, non sono in grado di provvedere autonomamente.
La lettura dell’elenco delle possibili cause dell’alterazione di un valore di laboratorio dovrebbe suggerire che alla domanda iniziale:
“Che fare se, ritirando i referti di laboratorio, alcuni dei risultati non sono nella norma?”
può dare una risposta corretta solo chi può disporre di tutte le informazioni cliniche utili accedendo alla precedente documentazione e si avvalga di fonti costantemente aggiornate.
Se nell’ultimo referto che hai ritirato ci sono dei valori anomali e hai da porre una domanda sul significato di un esame effettuato, segui i nostri social perchè nei prossimi giorni ti offriremo la possibilità di ricevere la risposta scritta da parte di un medico e di programmare con lui una videochiamata di 15 minuti per chiarirti ogni dubbio.
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